L'Arte Neoclassica - Itinerario n° 4: Vari luoghi

Il borgo di origine medievale di Montagano ha subito nel corso dell’Ottocento un sostanziale ampliamento, con un’espansione verso sud del tracciato urbano. In quest’area ai lati di una via ampia e spaziosa, che "introduce" al dedalo di stradine del centro antico, sorgono diversi edifici di atmosfera neoclassica. Per prima si incontra la chiesa di S. Antonio da Padova, riconoscibile per la bella facciata in pietra in stile neo rinascimentale. Fondata nel 1456, la cappella venne totalmente ristrutturata a spese della comunità di Montagano tra 1888 ed il 1890. La facciata presenta un’impaginazione non comune nella regione, ispirata a modelli quattrocenteschi, con il portale inserito all’interno di un alto basamento e immediatamente sormontato da una cornice marcapiano. Al di sopra s’impianta una parete piana, movimentata dalla presenza delle quattro lesene in lieve aggetto e dall’oculo centrale, sopra la quale s’imposta, infine, il timpano triangolare. All’interno della chiesa sono visibili decorazioni pittoriche ottocentesche. Un po’ più avanti lungo il corso si può vedere la cappella di S. Filomena, annessa al Palazzo Tagliaferri e tuttora di proprietà privata. Realizzata intorno al 1838, costituisce certamente uno dei migliori esempi del neoclassico locale, sia nella sua facciata nitidamente impostata e ben equilibrata nel combinarsi degli elementi, sia nell’elegante e luminosa sistemazione interna con copertura a botte. Appare coerentemente progettata soprattutto la zona absidale, introdotta dalle semicolonne corinzie e vivacizzata dall’elegante decorazione a stucco a lacunari e rosette del catino. A conclusione della via è presente un’altra chiesa, intitolata al SS. Nome di Maria, anch’essa totalmente ricostruita tra il 1880 ed il 1884, in forme meno raffinate e più correnti. A Montagano non mancano anche edifici d’abitazione di chiara impostazione neoclassica, si pensi ad esempio al prospetto a nicchie del palazzo privato situato poco oltre la chiesa parrocchiale dell’Assunta; il più significativo tra questi è indubbiamente il Palazzo Mariano, purtroppo oggi ridotto in stato di avanzato degrado. Nelle aree del basso Molise, dove il patrimonio monumentale più antico è stato preservato dalla furia distruttrice del terremoto del 1805, l’architettura neoclassica ha le sue migliori testimonianze nell'eleganza discreta di alcune dimore della nuova borghesia ottocentesca. Ne è un esempio il Palazzo Di Blasio a Casacalenda, appartenuto al senatore Scipione Di Blasio e al fratello Annibale, ed affidato dal 1923 alla cura di una fondazione scolastica. Conserva ancora oggi al suo interno mobili in stile impero ed importanti oggetti d’arte dell’Ottocento. Anche a Guglionesi, oltrepassato il portone del Palazzo De Socio (ancora oggi di proprietà privata) e saliti al primo piano si è introdotti nell’atmosfera primo ottocentesca del grande salone, decorato da figure femminili ispirate alla pittura pompeiana e dai dipinti del pittore Giuseppe Palma.