L'Arte Neoclassica - Itinerario n ° 2: Baranello, Vinchiaturo, San Giuliano del Sannio, Bojano

 A Baranello sono almeno 2 gli edifici neoclassici di rilevante interesse. Il primo è la chiesa parrocchiale di S. Michele Arcangelo, completamente riedificata sulle rovine dell’antica struttura danneggiata dal terremoto del 1805. I lavori della nuova chiesa vennero avviati nel 1812, a partire da un progetto elaborato dal Musenga, architetto già menzionato per i suoi rilevanti interventi a Campobasso. Il progetto venne revisionato, con alcuni suggerimenti migliorativi, da un illustre cittadino di Baranello, Giuseppe Zurlo a quel tempo Ministro dell’Interno del governo murattiano. Sul punto più alto della collina spicca il monumentale prospetto della chiesa, caratterizzato dalle tinte chiare tipiche del tempo. Il fronte è contraddistinto dalle quattro semicolonne tuscaniche in ordine gigante sormontate da un’alta trabeazione e chiuse da un timpano triangolare; il corpo centrale è affiancato da due basse ali corrispondenti alle navatelle interne: una soluzione tipologica forse tecnicamente azzardata, ma nel suo insieme fantasiosa e di grande impatto. Anche all’interno della chiesa appare dominato dalla possanza delle grandi colonne accoppiate, che conducono all’area presbiteriale coperta da una cupola (successivamente dipinta nel 1849 da Amedeo Trivisonno). Un po’ più a valle è collocata, invece, la piccola chiesa confraternale del SS. Rosario, un’opera architettonica che si distingue per la coerenza stilistica del suo linguaggio neoclassico. Appare interessante non solo per il semplice prospetto, ben proporzionato, derivato da modelli tardo settecenteschi, ma anche per l’armonia della sistemazione interna: da notare all’interno la gradevole sistemazione della zona dell’altare coperta a botte, con il sobrio ornato di gusto impero, il nitido disegno di impianto classicista del dossale in marmi che incornicia la "cona" dipinta, e le due tele situate ai lati, sopra il coro dei confratelli, raffiguranti in monocromo teorie di putti musicanti e cantori, evidentemente ispirate a rilievi scultorei rinascimentali. Un po’ più a sud nella cittadina di Vinchiaturo un’altra testimonianza del gusto classicista proprio della prima metà dell’Ottocento è nella chiesa parrocchiale dedicata alla S.Croce, ricostruita sulle rovine del precedente edificio su un progetto elaborato nel 1816 e completata solo intorno al 1860. La facciata è a due ordini, divisa da cornici marcapiano e sormontata da un timpano triangolare; appare tripartita in basso grazie alla scansione delle lesene lisce a suggerire la divisione in navate dell’interno. All’interno della chiesa è visibile un raro esempio di monumento funerario neoclassico, la tomba concepita nel 1823 per Anna Teresa Guglielmi. Decisamente interessante la soluzione adottata nel collocare la semplice urna sobriamente decorata con motivi antiquariati sullo sfondo di un prospetto timpanato in marmi policromi. A San Giuliano del Sannio è presente nella chiesa di San Nicola una nuova testimonianza della diffusione della moda neoclassica. Per l’interno a navata unica chiaro e luminoso, arricchito da sobrie partiture decorative sulla volta ed in corrispondenza degli alti finestroni, ci si affidò, per volontà del ministro Zurlo al Musenga. L’esterno, con la sua particolare impaginazione, fu invece progettato nel 1824 dall’architetto R. Petrilli. Curiosa la soluzione a due ordini divisi da una vistosissima cornice marcapiano ad andamento continuo. A Bojano vanno annoverate alcune chiese ricostruite dopo il sisma del 1805 nella prima metà dell’Ottocento, in forme piuttosto semplificate. Tra queste la più significativa è la chiesa confraternale di S. Maria dei Rivoli, costruita nel 1848, caratterizzata da un semplice prospetto sormontato dal timpano triangolare e da un interno di ispirazione classicheggiante. Oltre a questa vanno almeno citate le chiese di S. Emidio e di S. Maria della Libera. Nel settore dell’edilizia civile, la testimonianza più significativa è nel Palazzo Colagrossi, acquisito al patrimonio comunale e destinato alla funzione di Museo Civico. E’ costituito da un corpo centrale prominente, delimitato da angolari in bugnato, e due ali simmetriche. Il leggero avanzare delle due colonne ai lati del portone fornisce un sostegno alla lunga balconata riecheggiata al piano superiore dai tre balconcini minori. A Bojano è possibile ammirare anche alcune rare creazioni pittoriche di Raffaele Gioia, artista nativo della vicina San Massimo. Le due grandi tele visibili nell’antica Cattedrale di Bojano, ben esprimono la vocazione in senso classicista di Gioia, dovuta alla sua formazione napoletana.Gioia unico esponente molisano dell’incipiente tendenza neoclassica, raffigura nelle tele, dipinte nel 1793, le immagini di San Bartolomeo che battezza il re Polinno e La Predica di San Bartolomeo agli Etiopi. 

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San Giuliano del Sannio, Chiesa di San Nicola