Bojano, Ver Sacrum
Tra le tante manifestazioni di carattere socio- culturale, organizzate dalla F.I.D.A.P.A. di Bojano, un particolare rilievo assume quella del "Ver Sacrum e Rituali dei Sanniti" rappresentazione scenica itinerante in costumi d'epoca.
La rappresentazione, la cui organizzazione è possibile grazie alla collaborazione di molti amici di Bojano (oltre 100) ed al contributo di vari Enti, ha luogo la II Domenica di Maggio.
La manifestazione si articola in quattro sequenze sceniche:
- Consacrazione e Divinazione;
- Matrimonio;
- Esempio di Valore e Virtù; 
- Giuramento.
La I scena rappresenta il rito del Ver Sacrum, particolarmente diffuso tra le popolazioni italiche. Il rito, al di là dell'aspetto magico- religioso, è imposto dalla ferrea logica del principio di popolazione in un determinato momento storico. Infatti il Ver Sacrum è inteso come distacco da un'intera generazione di giovani dalla patria di origine alla ricerca di nuove terre, idonee al proprio sostentamento. La scena è imperniata sulla consacrazione e divinazione officiata dal Sacerdote prima di mandare i giovani alla ventura. Subito dopo, si assisterà alla migrazione dei Sabini, capeggiati dal condottiero Comio Castronio e guidati da un bue, che si stanzieranno alle falde del Trofernus mons, dando origine alla città di Bovianum.
La II scena rappresenta l'istituzione del Matrimonio, fondamentale nella vita dei Sanniti. Esso si attuava come rito comunitario, basato non sulla scelta privata, bensì pubblica. La donna era considerata la giusta ricompensa al valore dei guerrieri: l'amore asservito agli interessi della patria.
La III scena trova il suo fulcro nella figura di un vecchio saggio che, benchè abbia perso il figlio in battaglia, incita i giovani guerrieri a perseverare nella virtù e nel valore, considerati cardini fondamentali di una società giusta e felice.
La IV scena rappresenta un rito antichissimo: il giuramento dei giovani che avrebbero costituito il temutissimo esercito sannita. Ciascun guerriero, condotto davanti all'altare, giura con una formula terribile: invoca la maledizione su di se e sulla sua stirpe qualora non combatta con valore o fugga con codardia dalla battaglia. Il guerriero che rifiuta di giurare è ucciso e buttato tra i mucchi delle vittime umane ed animali sacrificate nelle cerimonie precedenti, come monito agli altri.
Questa rappresentazione è un'iniziativa che ha una precisa finalità propositiva: portare all'attenzione di tutti, ma soprattutto dei giovani, la necessità di conoscere il proprio passato, di conoscere le proprie origini, come condizione indispensabile per l'acquisizione della propria identità storica e, quindi, per la progettazione coerente del proprio futuro.
Un altro proposito della manifestazione è quella di inculcare, sempre alle giovani generazioni, il rispetto del territorio, dell'ambiente; territorio inteso come patrimonio culturale in quanto, come luogo di svolgimento delle vicende umane, è ricco di testimonianze che, con il passare del tempo, diventano vere e proprie fonti storiche.

Il messaggio che si vuole lanciare è, dunque, quello dell'importanza della difesa e della tutela del territorio per una ricostruzione fedele della storia di un popolo, i Sanniti, che rappresenta le radici della nostra individualità.